rassegna stampa

 

Donne al potere poche e affannate

di Daniela Boresi - Il Gazzettino
Donne al potere poche e affannate
Sempre più difficile la carriera al femminile: le manager sono il 15%, i sindaci il 16%



Perchè le donne manager sono solo il 15% dei dirigenti in attività? E perchè nelle amministrazioni sono ancora meno? Ma si potrebbe continuare all'infinito a porsi quesiti, visto che ad esempio le donne medico negli ospedali sono in numero sempre più vicino a quello degli uomini, ma nei ruoli apicali difficilmente superano il 10 per cento. Per una donna fare carriera è ancora un evento raro. "Certamente lo è, e i motivi sono diversi, il primo se vogliamo è che la donna non ha ancora imparato a fare squadra, a unirsi con le altre per scalare il potere - sottolinea Sandra Miotto - vicepresidente nazionale di Aidda, associazione imprenditrici e donne dirigenti d'azienda - poi c'è una sorta di chiusura da parte del mondo maschile. Eppure oggi le donne si preparano, fanno corsi, s'impegnano e questo spaventa ancora di più".

Ma se il mondo del lavoro ancora non si è dipinto di rosa, quello della politica vive di un azzurro acceso. E' il Trevigiano l'area del Veneto dove le amministrazioni sono più "al femminile", con un 21 per cento di sindaci, e un 15 per cento di assessori. Per il resto non è che le amministrazioni brillino: fanalino di coda il Veronese con un misero 8 per cento di donne sindaco su 98 primi cittadini. Un quadro che non poteva, in tempo di consultaziione, stimolare una legittima richiesta: contare di più.

Nessuna voglia di quote rosa, ma un appello trasversale a tutti i partiti affinchè nel compilare le liste si mettano una mano sulla coscienza. La presenza femminile nelle cariche politiche in Veneto, sia nei Comuni, Province e Regione è davvero esigua: solo due donne assessori regionali contro 10 uomini, 3 consigliere e 57 consiglieri in Consiglio regionale; 81 sindaci donne contro 497, 1088 consigliere comunali contro 4653.

Per Cristina Greggio, componente Commissione regionale Pari Opportunità e rappresentante dell'associazione Soroptimist, "La presenza e la partecipazione femminile sono un diritto ma è anche, e soprattutto un dovere delle donne. E' necessaria una presa di coscienza da parte della donna del ruolo che ha e che deve avere nella società e nella vita politica, dato che la politica, essendo la gestione della "cosa pubblica" è di tutti.

Ma non sono solo le donne a dover prendere atto di una situazione che di fatto le penalizza. Come spiega Saveria Chemotti (delegata alla Cultura e agli studi di genere dell'Università degli Studi di Padova e curatrice del rapporto), "sarà elaborata una proposta a livello regionale veneto, che poi diventerà anche nazionale, di modifica alla legge elettorale". Proposta che di fatto prevede la doppia preferenza alternata uomo donna e, obbliga i partiti a candidare le donne. E come sottolinea la presidente della Commissione regioanale Pari Opportunità, Simonetta Tregnago "la scarsa presenza delle donne nelle istituzioni si verifica, in particolare, negli organismi di vertice, le Province e le Regioni, mentre un dato positivo invece emerge dai comuni con meno di 10.000 abitanti, in cui si riscontra una rappresentanza femminile maggiore.

Fonte il Gazzettino


Redazionale  segnalato da

Cristina Greggio - Componente Commissione Pari Opportunità Regione del Veneto

 

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